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Il prodotto, che per semplicità verrà chiamato nel seguito “TEB 1” (acrostico di Transportable Emergency Bridge), può sostituire temporaneamente le strutture fisse, danneggiate o mancanti, ogni qual volta l’orografia del territorio o le opere preparatorie consentano l’adottabilità del sistema inteso nei suoi limiti d’applicabilità:
Fig. 1 Vista laterale in condizioni di esercizio La scelta fondamentale di non costituire, in fase di movimentazione su strada, un “carico eccezionale” ha condizionato le dimensioni massime del “TEB 1”. Nella sua configurazione di trasporto risulta infatti contenuto in un parallelepipedo rettangolo avente le seguenti dimensioni:
Fig. 2 Vista laterale in condizione di trasporto Fig. 3 Sezione Trasversale in condizione di trasporto
Il peso proprio della struttura in ordine di trasporto (completa quindi di tutti gli accessori) è pari a circa 32 t.
Distinta
base Carpenteria metallica
Mezzo di trasporto Il “TEB 1” utilizza per il trasporto e la movimentazione in ambito di cantiere fino alla fase di completa predisposizione a pié d’opera, un semirimorchio di serie con relativo trattore. Il PTT in condizioni di trasporto, pari 40 ton permette di classificare il carico come trasporto ordinario. ("Trasporto in condizioni di non eccezionalità", Codice della Strada, art. 10). Una centralina oleodinamica collegata alla “presa di forza” del trattore permette l’azionamento del sistema idraulico di corredo. Fig. 4 Esempio di trattore con semirimorchio
Le necessità operative in caso di calamità naturali dettano, in modo inequivocabile, quali Servizi possono essere realmente utili nell’immediato. I vari organi, enti ed associazioni operanti su tutto il territorio nazionale in materia di Protezione Civile tendono ad organizzarsi e perfezionarsi al fine di rendere sempre più efficace ogni intervento. La disponibilità di un Ponte di Emergenza da parte di tali organizzazioni consentirebbe la realizzazione di interventi altresì impossibili se non con tempistiche spesso inadeguate. Attualmente i territori colpiti da eventi che generano il crollo anche parziale di ponti o viadotti restano privi di comunicazione terrestre per periodi prolungati. EasyBridge si propone di minimizzare queste “interruzioni” ponendo il suo prodotto nelle aree a rischio di tutto il Paese. Il TEB, una volta raggiunta la destinazione di utilizzo, viene:
Le operazioni di cui ai punti c) ed e) vengono svolte con le attrezzature in dotazione. Le operazioni a), b) e d) richiedono la presenza di una gru semovente da 400 q.li analoga a quelle comunemente utilizzate per i montaggi degli edifici industriali prefabbricati in C.L.S.A. e quindi abbastanza facilmente reperibile entro distanze ragionevoli.
Fig. 5 Schema di varo longitudinale
Si è considerata anche la completa automazione per la messa in esercizio del TEB 1 tramite l’utilizzo di dispositivi oleopneumatici successivamente descritti. Figg. 6-7 Schemi di varo, situazione transitoria
Fig. 8 Schema di varo, situazione finale
Le operazioni di carattere organizzativo quali la predisposizione in sponda (o in alveo) di idonee strutture d'appoggio, esulano dalla presente trattazione.
Fig. 9 Sezione Trasversale in condizione di esercizio
Altre
attrezzature eventuali Il TEB 1 potrà essere completato con altre attrezzature da installarsi solo se richieste e/o necessarie:
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